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HPV: le dimensioni del fenomeno

L'infezione da papillomavirus (HPV - Human Papilloma Virus) è tra le più frequenti infezioni sessualmente trasmesse, specialmente a causa dell'assenza di sintomi, che ne consente la maggiore diffusione.

Si presenta maggiormente nelle donne e ne esistono circa 100 tipi di papillomavirus, che si distinguono a seconda del genoma.

Alcuni causano lesioni benigne come i condilomi (specie tipo 6 e 11), altri invece portano lesioni pre-invasive (displasie) ed invasive, come il tumore della cervice uterina (specie tipo 16 e 18).

Il tempo che corre tra l’infezione e l’insorgenza delle lesioni precancerose può arrivare fino a circa 5 anni, mentre la latenza, che genera il carcinoma cervicale, può arrivare anche a decenni di distanza.

Il tumore della cervice uterina (collo dell'utero) è annoverata come la prima neoplasia ad essere rilevata e riconosciuta dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) come “neoplasia generata da un’infezione”: infatti, essa è causata nel 95% dei casi da una infezione genitale da HPV.

In Italia vengono diagnosticati ogni anno circa 3.500 nuovi casi di carcinoma della cervice uterina e oltre 1.500 donne muoiono a causa di questo tumore.

Per tal motivo è fondamentale attuare misure preventive, con programmi di screening, che permettano di identificare le lesioni precancerose e di intervenire prima che evolvano in carcinoma.

Le percentuali

L’infezione da Hpv è molto più diffusa nella popolazione di quanto si pensi: secondo alcuni studi, infatti, si è arrivati alla conclusione che fino all’80% delle donne sessualmente attive si infetti nel corso della propria vita con un virus Hpv di vario tipo e che, oltre il 50%, si infetti con un tipo ad alto rischio oncogeno.

È stata rilevata una prevalenza di Hpv oncogeni nella popolazione pari all’8%, senza differenze fra Sud, Centro e Nord.

È d’uopo sottolineare, però, che tali studi interessano solo quelle donne che si presentano di propria iniziativa a un ambulatorio ginecologico ed esse riportano, in genere, una stima di prevalenza generalmente maggiore degli studi effettuati su donne invitate ad effettuare tali analisi.

Questo come conseguenza del fatto che le donne che si recano spontaneamente agli ambulatori ginecologici hanno, in diverse proporzioni, pregressi Pap test positivi.

Se vuoi approfondire l’argomento, contattaci. Il nostro team di professionisti sarà felice di risponderti.

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